"No vedo, non sento, non parlo"

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"No vedo, non sento, non parlo"- Qualche centinaio di persone, circa 300, hanno "visitato" il mio articolo dal titolo "Ceppaloni all'ultima stazione". Probabilmente una delle cifre più alte mai toccate da questo blog. Perché, allora, non riesco a sentirmi né orgoglioso né soddisfatto? Eppure dovrei esserlo perché ho conseguito lo scopo d'aver indotto tanti miei compaesani a leggere un articolo sul nostro disgraziato paese, scritto senza remore né ipocrisie. No, non posso essere soddisfatto perché nonostante l'interesse che certamente ho suscitato, solo due persone, una in incognito, un'altra che vive lontano da Ceppaloni, hanno sentito, non dico l'obbligo, ma il dovere civile, l'esigenza morale di tentare una specie di confronto, fare delle considerazioni, dare delle valutazioni. Due persone soltanto sulle circa 300 che hanno letto il mio articolo. Intendiamoci, non ha alcuna imprtanza che s trattasse di un articolo scritto da me. L'ho scritto semplicemente perché potesse servire da spunto per far discutere sul destino d'un paese, d'una comunità; per dibattere, replicare, reagire, contestare le mie tesi, le mie accuse.
O concordare con esse. L'assenza quasi totale di quella capacità, o voglia, di reazione, non importa se pro o contro le cose da me scritte, è la prova più chiara e lampante della condizione di totale rassegnazione all'ineluttabile (cioè, al peggio) che pervade quasi tutti i miei compaesani. Da tutto questo fragoroso silenzio devo concludere che Ceppaloni, quasi certamente "è clinicamente morto". Ma è soprattuto un paese "mentalmente vecchio", dominato dal conservatorismo mentale, dalla paura di guardare al futuro, privo di giovani animati da una sana voglia di vivere, di progredire, quindi di combattere. E a Ceppaloni combattere significa cancellare - metaforicamente - i cattivi esempi, aliminare (sempre metaforicamente...) "i cattivi maestri", responsabili della catastrofica gestione politico e amministrativa del nostro paese. E che oggi, nonostante le loro disastrose prove, pretendono ancora di "dettare la linea", essere d'esempio, organizzare "cordate" a loro immagine e somiglianza, perpetuare il loro misero potere che, in assenza di una vera, forte opposizione civile, li fa sentire simili a dei padreterni. Basta essere consigliere comunale, a Ceppaloni, Barba. S.Croce, S. Giovanni, Beltiglio, per credersi un dio in terra... E invece colui che viene "pro tempore" eletto, secondo la legge rappresenta il "popolo sovrano". In parole semplici è lui "al servizio dei cittadini" e non viceversa. Questa è la democrazia. Non ci sono "poltrone comunali" che danno il diritto di vita e di morte. Quello avveniva nel Medioevo. Mi è stato comunicato che alcuni di coloro che ho nominato nel precedente articolo, se la sono presa al punto da
minacciare querele...Curioso: molti fanno una gran confusione tra offesa (ipotetica, se non inventata) e critica, dura ma inappuntabile (vero, collega Giovanni De Blasio?). Ci sono amministratori e uomini politici assai suscettibili o insofferenti e, comunque male informati, che traducono in offesa anche il semplice e costituzionalmente previsto "diritto di cronaca". Ma se questo è il metro di giudizio e di comportamento, allora è opportuno spiegare, gridandolo, che qui gli "offesi" non sono gli amministratori vecchi e nuovi (comunque sempre vecchi...), ma i cittadini che hanno sopportato e subito le loro sciagurate politiche, le loro diaboliche "operazioni". E quindi dovrebbero essere i cittadini, e dico i cittadini di Ceppaloni, a pretendere la costituzione di un Tribunale speciale per i Crimini Contro l'Umanità che giudichi i responsabili di quella che si sta rivelando, anno dopo anno, come una sorta di "pulizia etnica e sociale" ai danni della nostra Comunità. Sarebbe magnifico che un tale processo si celebrasse all'interno del Castello "veramente" ristrutturato e riportato a nuova splendore. E, siatene certi, se ciò avvenisse io sarò presente, pronto ad indicare e ad accusare tutti i responsabili di questo insopportabile delitto. Nino Russo (giornalista, Milano)
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