Inquinamento: si allarga la consapevolezza dei danni (Nino Russo replica all'articolo di Domenico Simeone)

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Discarica TranfaCeppaloni.info si apre al confronto su una questione così grave come l'inquinamento e i conseguenti disastri umani e ambientali. Il nostro spazio, come sempre, è a disposizione di tutti coloro che vogliono esprimere un punto di vista, scambiare idee, impressioni, preoccupazioni e timori su una questione grave e preoccupante.  Per quesdto abbiamo attivato una sezione apposita "Dibattito" dove raccoglieremo tutti i contributi che ci arrivaranno su tale scottante problema. È ora di chiudere con il tempo delle omissioni e delle omertà...

Dopo il contributo di Simeone accogliamo quello di Nino Russo, nostro compaesano, giornalista oggi in pensione.

 

di Nino Russo*

Vedo che finalmente qualcun altro, ovviamente "non residente" - comincia a porre e a porsi delle domande sulla condizione drammatica - tragica per molti - in cui versa lo stato di salute dell’uomo e dell’ambiente a Ceppaloni, ma non solo (ci aggiungerei quasi tutta l'area dei corsi del Sabato e del Calore). Finalmente leggo che  non solo io, con la mia continua, inesausta insistenza a discuterne con i miei amici  i con i miei articoli (ultimo quello del 24 giugno scorso su Ottopagine dal titolo "Quelle bombe ecologiche nascoste») pongo delle domande e soprattutto provo, inutilmente, ad avere risposte da chi è istituzionalmente responsabile della salute dei cittadini e del territorio (campagna, colture, aria, acqua). Da tempo, tutte le volte che ritorno a Ceppaloni cerco di discutere (inascoltato..) con i miei compaesani per renderli consapevoli dei danni evidenti che sono stati inferti al fiume (una cloaca immonda), allo scempio dell'inquinamento causato da comportamenti illegali e dei conseguenti danni (irreparabili?) alla salute e all'ambiente. La prova chiara, inequivocabile sono l'aumento incredibile delle patologie tumorali. Niente è stato fatto, nulla si è mosso. I "politici" continuano a tutelare e a "tenere buona" la propria clientela con promesse in cambio del silenzio; gli amministratori locali vedono, ascoltano ma non fanno assolutamente nulla. Riescono a restare ciechi e sordi anche davanti alle tragedie insopportabili di tante famiglie, al degrado della natura… Responsabili sono loro soprattutto, i politici, gli amministratori locali, l’Autorità di bacino… Ma chissà perché nel processo che dovrebbe iniziare a settembre, tutta questa gente, tutti questi “responsabili” sono stati tenuti fuori: di loro la giustizia beneventana “ non si interessa”. Devono essere davvero “minime” o inesistenti addirittura, le loro responsabilità se il signor Pretore non ne ha cura… E poi i medici,  i cosiddetti “ambientalisti”. Mi dicono che ci sarebbe un gruppo di professionisti della salute che si starebbe occupando dei guasti  provocati dall’inquinamento del territorio campano alla salute e all’ambiente. Ne ho contattato alcuni di loro, i più “in vista” per avere qualche dato scientifico, una casistica, una statistica, un diagramma, una “qualcosa”, insomma che rendesse conto dell’evoluzione delle malattie tumorali con particolare riferimento ai linfogranulomi. Mi è stato risposto che non esiste nulla, che non è stato possibile fare nulla. Almeno nell’area tra Ceppaloni e Benevento (valli del Sabato e del Calore). Ho chiesto i motivi: “perché la gente non parla”!!! è stata l’incredibile risposta. Certo, lo so anch’io che spesso, dalle mie parti “la gente non parla”:  per troppo tempo è stata “esposta”, condizionata dalla volontà e dalla prepotenza dei “ras” locali, ma una statistica scientificamente attendibile sulla salute è possibile farla anche se “la gente non parla”. Basterebbe prendere in esame le morti avvenute a causa di certe patologie in un periodo di tempo (mettiamo dal 1900 al 1979) e confrontarle con eventi simili avvenuti tra il 1980 e il 2012. In questo caso non serve che “la gente parli”, ci sono i documenti a parlare. Addirittura a  gridarlo, se per caso qualcuno non ci sentisse bene. Ma io, come si augura anche Domenico Simeone, vorrei tanto che la mia gente finalmente si liberasse da legami e condizionamenti esterni  e cominciasse a urlare: urlare “basta!” una volta per tutte. E’ in ballo la loro salute, quella dei loro figli. E la salute dell’ambiente che un tempo era salubre, rigoglioso, invidiato. Oggi forse è diventato forse  addirittura invivibile. Ma per fare ciò occorre una presa di coscienza collettiva, una volontà comune di rivalsa e di riscatto. Tutte le forme e gli strumenti sono utili, se ben usati: la stampa, le discussioni ampie, le manifestazioni di protesta. Ma soprattutto l’affrancamento dai “padroni” antichi e nuovi… Anche le feste locali come la Porziuncola, la Festa del 15 settembre (se si fa ancora), considerato che sono gli unici eventi che riescono ad attrarre  gente in un paese ormai diventato fantasma. L’importante è fare qualcosa. Ma che sia subito. Ora!. Domani, purtroppo, a Ceppaloni e dintorni non sarebbe un nuovo giorno, ma lo stesso maledettissimo giorno.

*Nino Russo, ceppalonese, ex giornalista oggi in pensione. 

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