Fatti non foste a viver come bruti...

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tragicomicodi Domenico Simeone

Non ho mai scritto su questo sito e, probabilmente, non l’avrei mai fatto se non fosse sorto in me una profondo fastidio per il  contrasto vissuto in quest’ultima settimana tra i miserevoli eventi che hanno visto coinvolto per l’ennesima volta il nostro paese e il clima di festa, direi quasi tragicomico, vissuto nella giornata di ieri.

Da un lato siamo nuovamente protagonisti sulla stampa locale e nazionale per il suicidio ecologico determinato dallo scellerato sversamento di rifiuti speciali e tossici, dall’altro ospitiamo le semifinali del festival di Castrocaro.

 

Chi apre le pagine del vostro sito, trova due novità di cui la solerte amministrazione ci porta a conoscenza. Verrà costruita l’ennesima, inutile struttura sportiva frutto della politica della spesa ad ogni costo e, soprattutto, viene illustrato il ricco programma di eventi estivi in cui l’attenzione degli amministratori è posta sui bambini.

Non una parola, una presa di posizione, sui nuovi  episodi di inquinamento. Nulla.

Non si può non condividere la posizione di chi, negli ultimi tempi, ha parlato  da questo sito, di un silenzio assordante della nostra comunitĂ  frutto del triste abbinamento tra l’atteggiamento “non vedo - non sento - non parlo” diffuso nella popolazione e l’inerzia della politica nell’ affrontare il problema dello sversamento incontrollato di rifiuti non meglio identificati in piĂą punti del nostro territorio. 

Eppure parliamo di un problema che coinvolge tutti e, la politica dello struzzo, non porta a nulla.

Si badi bene, non è mia intenzione effettuare valutazioni nel merito delle responsabilità individuali, ma non posso non auspicare che, una volta individuate le responsabilità oggettive, valga il principio secondo il quale “l’inquinatore paga”.

Anch’io voglio porre il bambino al centro di questo mio breve intervento. Purtroppo non potrò occuparmi di come provvedere al soddisfacimento delle sue esigenze ludiche ma, da pediatra, tratterò brevemente degli effetti dell’ inquinamento sulla sua salute.

Vi sono ormai chiare evidenze sui nessi di causalità e sulle dimensioni degli effetti provocati dall’esposizione a sostanze chimiche inquinanti e lo sviluppo di patologie molto diversificate.

Non solo neoplasie, ma anche disturbi dello sviluppo neurologico, dell’equilibrio immunitario, metabolico e della funzione riproduttiva.

Si può essere esposti ad agenti inquinanti in periodi diversi della vita, per tempi e concentrazioni variabili che, naturalmente, saranno tanto maggiori quanto più si è prossimi al sito fonte di inquinamento.

Occorre innanzitutto precisare che, l’effetto degli inquinanti chimici a parità di concentrazione, sarà diverso se espletato su di un adulto rispetto ad un bambino con una maggiore gravità a carico di quest’ultimo.

Molte sono le ragioni che spiegano perché l’organismo in sviluppo sia particolarmente vulnerabile alla contaminazione ambientale. La principale è ovvia e riguarda il fatto che, se l’esposizione inizia in età precoce, vi è maggiore probabilità che l’effetto tossico diventi rilevante nel corso della vita. A questa va aggiunta la possibile esposizione a tossici diversi ma con effetti simili e quindi cumulativi nel tempo.

In alcuni casi le esposizioni sono maggiori rispetto all’adulto: ad esempio il bambino, in particolare nei primi anni di vita, respira, beve e introduce alimenti in una quantità superiore all’adulto se rapportata al peso corporeo.

Bere o mangiare alimenti contenenti tracce di metalli pesanti o diossine o derivati degli idrocarburi, determinerà in questa fascia d’età, un accumulo maggiore di dette sostanze.

Ancora, nei primi mesi ed anni di vita, vi è una maggiore vulnerabilità da parte di organi ed apparati in fase di sviluppo: il sistema nervoso centrale, ad esempio, completa il suo hardware nelle primissime epoche della vita e l’esposizione a neurotossici in questo periodo può portare danni seri e non reversibili. Va citato, a questo proposito, l’allarme lanciato dalle pagine prestigiose di Lancet nel 2006, per il quale una vera e propria “pandemia silenziosa” di danni neurologici, in parte ascrivibili ad inquinanti chimici industriali, è in atto nei paesi del primo mondo (autismo, sindrome da deficit di attenzione con iperattività, dislessia).

E’ ormai stato chiaramente individuato il ruolo svolto da metalli pesanti ed inquinanti persistenti (piombo, PCB, etc..) nella patogenesi dei disturbi dello sviluppo e delle alterazioni di funzioni immunitarie e metaboliche.

Tra queste ricordiamo soprattutto la capacitĂ  di produrre effetti nocivi sulle funzioni riproduttive ed alterazioni delle funzioni endocrine in particolar modo a carico della tiroide e del pancreas con un ruolo di primo piano nella  patogenesi del diabete di tipo 2 e della sindrome metabolica.

 

Per quanto concerne i tumori, occorre innanzitutto dire che, in Europa negli ultimi 20 anni si è registrato un aumento medio annuo dell’1.2 % di neoplasie infantili e del 2 % di neoplasie adolescenziali. In Italia la situazione è ancora più preoccupante: tra il 1998 ed il 2002 si è osservato un aumento della frequenza annua del 2 % e il tasso di incidenza per tutti i tumori pediatrici è stato più alto di quello rilevato negli Stati Uniti e nel resto d’Europa. Inoltre, l’incremento più consistente ha riguardato bambini sotto l’anno di età (+ 3.2 %) e alcune forme tumorali (linfomi + 4.6 % anno; tumori del sistema nervoso centrale: + 2.0% annuo) che hanno registrato in Italia un incremento senza precedenti.

Spiega il prof. Ernesto Burgio, pediatra e uno tra i massimi esperti nazionali sull’argomento “Il cancro andrebbe considerato la conseguenza di un processo evolutivo distorto che ha le sue prime radici in utero ed è favorito dall’inquinamento, cioè dalla trasformazione molecolare dell’ambiente. L’esposizione crescente a piccole quantità di agenti potenzialmente genotossici presenti in ambiente, favorirebbe queste trasformazioni e, nel lungo periodo, l’ insorgenza di mutazioni e quindi di tumori”.

A conferma di ciò possiamo citare i lavori di un illustre epidemiologo inglese, Ernest Knox che, dopo aver passato in rassegna i luoghi di residenza dei bambini morti di cancro in Gran Bretagna, ha dimostrato che il rischio aumenta in modo significativo non solo per i bambini nati e cresciuti vicino a strade trafficate, pompe di benzina, stazioni di autobus ed impianti industriali, ma soprattutto per i figli di donne residenti in tali aree nel periodo della gravidanza.

Ciò vuol dire che, l’inquinamento progressivo dell’ambiente può provocare un alterazione dell’ assetto epigenetico di vari tessuti ed organi già in epoca embrionale e fetale, con la possibilità che le manifestazioni cliniche si rendano evidenti anche a distanza di anni con la comparsa di neoplasie.

L’azione degli inquinanti, cioè, pur iniziando in età precoce, o addirittura in utero, può rendersi pienamente manifesta solo in età adulta.

 

Da queste premesse, nascono delle logiche domande:

-      Se giĂ  viviamo, nostro malgrado, in un mondo inquinato, perchĂ© dobbiamo pagare il dazio suppletivo di un inquinamento massivo di natura meramente delinquenziale ?

-      E soprattutto: perchĂ© dovrebbero pagarlo le future generazioni, visto che, la maggior parte degli inquinanti chimici hanno tempi di degradazione molto lunghi, espletando il loro effetto deleterio anche a distanza di anni ?

-      Ed in ultimo: perchĂ© a distanza di piĂą di sei anni, ancora non conosciamo quali sono le sostanze sversate in diversi terreni di Ceppaloni, nĂ© è stata avviata una concreta opera di bonifica che riguardi i terreni pubblici e privati coinvolti ?

In questo desolante scenario, tra poco più di venti giorni, il paese sarà allietato, come ogni anno, dalla festa della “Porziuncola”, festa popolare nata più di trenta anni orsono per valorizzare le tradizioni contadine del nostro paese, organizzata dalla Pro Loco.

Mi chiedo: quali sono le tradizioni contadine che valorizziamo, se, i pochi terreni ancora utilizzati a scopi agricoli sono bagnati da un fiume che è una fogna e circondati da terreni inquinati ?

Non sarebbe meglio se, il nuovo organigramma della Pro Loco, per quest’anno, prendesse in considerazione l’ipotesi di non realizzare la festa e di sostituirla con una giornata destinata a rendere edotti i cittadini sugli effetti di un inquinamento diffuso ed incontrollato ?

Si potrebbe realizzare il tutto con la collaborazione del comitato spontaneo di cittadini sorto circa due anni orsono e che, silenziosamente, ha continuato a lavorare per squarciare quel velo di silenzio ed omertĂ  che ha contraddistinto e contraddistingue questa vicenda.

Sarebbe, secondo il mio parere, un segnale forte per il popolo, ma soprattutto per gli amministratori.

 

Domenico Simeone

pediatra

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