Ruggiero Scillato

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Ruggero Scillato (il cognome forse deriva da una versione dialettale di “stellato”, probabilmente riferito allo stemma) (+ post 1258), Cavaliere, Signore di Sicignano, apparteneva ad una casata normanna di Salerno. A1. Giovanni, Signore di Sicignano, Stratega di Salerno nel 1270, nel 1284 era uno dei cavalieri incaricati di reperire i fondi per il riscatto del Duca di Calabria. B1. Maria, divenne Signora di Petina e Romagnano alla morte precoce del figlio Ughetto. = Jacopo di Francesco Signore di Petina e Romagnano (+ 1283). A2. Matteo, Medico di Carlo I Re di Napoli. A3. Guglielmo, Signore di Vasto, Cavaliere nel 1273. B1. Guglielmo (* postumo …. + post 1324), Signore di Vasto, Ciambellano del Duca di Calabria nel 1322, Vicerè della Capitanata dal 1323/1324. A4. Berardo, Consigliere Regio nel 1283 e Familiare del Re Carlo I d’Angiò, ambasciatore napoletano presso il Papa nel 1283, Vicerè del Principato Ultra nel 1284, Signore di Atripalda dal 1291; il 5-12-1284 fu uno degli incaricati regi a reperire i fondi per la campagna militare in Sicilia.

Personaggi illustri

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I Cutillo, famiglia ora estinta in Ceppaloni, hanno dato Carlo, morto nel 1704, Abate di Montevergine; Francescantonio esperto giuesperito e avvocato del ‘700, pubblicò un Commentarium de ritu Vicariae (1645) e Brevi esortazioni da fare ai condannati a morte dalla Giustizia per farli morire alienati dalle cose del mondo (1649); Lorenzo, (1604-1654), monaco e teologo di Montevergine, autore di numerose opere dal 1643 al 1649. Lonardo Piero (1873-1932). Professore di storia al Liceo “Giannone” di Benevento, è ricordato per Gli Ebrei a Benevento in documenti inediti (1899), Inventario dei Sacri arredi della Tesoreria Metropolitana nel 1411 (1900), Gli Statuti di Benevento sino alla fine del secolo XV (1902), La città di Benevento al tempo della congiura dei Baroni (1914-15) ed altre opere. Polcari Innocenzo (1818-1908). Gesuita, rettore del Seminario diocesano, latinista insigne, ha lasciato In Beatam Virginem Mariam, 1905, Della vita del P. Antonio Capelloni, 1865, Universale eloquuentiae institutiones, 1858.

Il Castello di Ceppaloni

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Castello di CeppaloniImponente e massiccia appare la mole del castello che è arroccato su un grosso masso roccioso che domina l’abitato di Ceppaloni, piccolo centro a pochi chilometri da Benevento.
L’origine del manufatto è controversa, nebulosa. La bibliografia è scarsa, per non dire inesistente. Si avanzano ipotesi di insediamento iniziale longobardo o forse più probabilmente, normanno.
Attraverso rifacimenti e modificazioni il castello ha perso la sua funzione iniziale di fortezza per diventare, prima residenza padronale e, poi ai giorni nostri, abitazione multipla di proprietà di alcuni nuclei familiari della zona.
Il monumento ha un insolito andamento planimetrico, irregolare, assimilabile ad un triangolo che genera, quindi, all’interno una corte approssimativamente triangolare. Purtroppo è stato snaturato da interventi non coordinati, arbitrari, apportati dai proprietari. In alcuni casi si è ricorso addirittura all'alluminio anodizzato per gli infissi che affacciano sulla corte.
Nella corte si riscontrano alcuni elementi di un certo interesse: nello spigolo a nord - ovest un arco da isolare e da restaurare, un grosso scalone di pietra nell’ala opposta, un pozzo di discreta fattura incassato nella faccia interna dell’ala sud. Gli ingressi alla corte sono due: uno sull’ala sud e un altro sull’ala nord – ovest.


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