Gli ultimi saranno i primi... ma non su questa terra

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Briciole

“…. Arnau , io ho lasciato tutto quello che avevo perchĂ© tu potessi essere libero. Ho abbandonato le nostre terre, che da secoli appartengono agli Estanyol, perchĂ© nessuno potesse fare a te quello che avevano fatto a me, a mio padre e al padre di mio padre….Figlio mio impara ad usare la libertĂ  che ci è costata tanto sforzo raggiungere” con queste parole Bernat Estanyol si rivolge al figlio Arnau nel romanzo fiume dello scrittore e avvocato spagnolo Ildefonso  Falcones “La Cattedrale del Mare” .

 

 

Dal  1320 al 1384: 65 anni di storia, di sofferenze, tragedia, riscatto e amore nella Barcellona del XIV secolo. Gli occhi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura della Cattedrale di Santa Maria del Mar. Appena quattordicene il piccolo farĂ  parte dei bastaixos (1),coloro che trasportavano le pietre per la costruzione della basilica del popolo. Falcones descrive,in maniera sublime, i luoghi, la storia e i personaggi  e ci appare tutto attuale vivo e pulsante. Bernat e Arnau incarnano lo spirito di libertĂ  dei Catalani all’epoca in pieno fermento: mercanti e banchieri in ascesa determinano il futuro della cittĂ  mentre l’Inquisizione alimenta lo scontro fra cristiani, musulmani ed ebrei. Il razzismo nei confronti del popolo ebreo, le accuse di eresia  da parte di una Chiesa che da sempre vive di agi e lussi mentre il popolo muore di fame! Nel suo  secondo romanzo “La mano di FATIMA” i perseguidati sono i moriscos (2)Il protagonista è Hernando un ragazzo sfortunato dalla nascita :nato dallo stupro di un prete cattolico. Il tema principale di questo romanzo è lo scontro tra musulmani e cristiani, un argomento molto attuale affrontato dall’autore senza pregiudizi. Attraverso gli occhi del ragazzo il lettore rivive le  ingiustizie  perpetrate  ai danni dei musulmani proprio dai cristiani e dalla Inquisizione legata alla corruzione ma al tempo stesso desiderosa di sfoggiare falsa misericordia. Il finale del libro è la chiave di lettura del messaggio che l’autore vuole trasmettere: Hernando non abbandonerĂ  la sposa cristiana, un legame per lui importante, in quanto in tutta la sua vita ha lottato sempre per la convivenza pacifica di queste  due religioni tanto contrastanti ma al tempo stesso sovrapponibili. Basta citare il caso della Vergine Maria adorata dai cristiani ma anche dai musulmani che  potrebbe diventare il ponte di dialogo tra le due religioni. Ci si auspica che cristiani e musulmani possano un giorno, non lontano, avvicinarsi fino a convivere rispettando le reciproche fedi.

Il terzo romanzo di questo autore, in ordine di pubblicazione è “LA REGINA SCALZA”, con questa opera Falcones si consolida come scrittore e interprete delle voci degli ultimi e delle infinite sfumature dell’animo umano. Una profonda umanitĂ   che trova tra i poveri, i derelitti ,gli oppressi attingendo a piene mani dalle tematiche di Hugo con “ i MISERABILI “ Dumas “IL CONTE DI MONTECRISTO” Dickens “OLIVER TWIST” e “DAVID COPPERFIELD”

“LA REGINA SCALZA “ è un romanzo commovente ed emozionante , la descrizione della vita dei gitani è molto accurata , il loro modo di sentire la musica,la danza, l’onore,l’amore e la famiglia fanno scoprire al lettore un nuovo scenario e un mondo  completamente sconosciuto. Gitani e neri popoli oppressi e maltrattati, uniti dalla sete di libertĂ  , uniti dal canto e dal ballo, primitivi e senza il controllo della ragione. Il canto doloroso che accomuna i neri della piantagioni e le sofferenze dei gitani perseguidati, nel corso dei secoli, sempre errando da un paese all’altro senza mai abbandonare il loro orgoglio e la loro tradizione. FALCONES ci ha abituati a leggere le atrocitĂ  compiute dalla Storia , nei vari secoli, ai danni delle minoranze etniche. Nel 1600 i gitani furono deportanti in massa senza nessuna pietĂ  per vecchi e bambini, morirono in tanti perchĂ© considerati diversi per usi e costumi. Al centro del romanzo sono protagoniste due donne:la bella schiava nera CARIDAD e l’orgogliosa e sensuale  gitana MILAGROS ,vivranno ogni tipo di disavventure, sopraffazioni e crudeltĂ , ma anche passione che si manifesterĂ   attraverso il movimento del corpo e il suono della voce che si realizzeranno in una delle danze piĂą affascinanti de mondo  “IL FLAMENCO” oggi dichiarato dall’UNESCO  “Patrimonio immateriale dell’umanità”

Il romanzo è soprattutto un inno alla forza,alla femminilità e al coraggio delle donne

“Noi donne siamo venute al mondo per partorire con dolore, per lavorare e per subire le perversioni degli uomini. Voi reagite, lottate e combattete davanti a un’ingiustizia. Se vi va bene, diventate il maschio vincitore; se perdete, invece, ve la prendete con i più deboli, e così vi illudete di essere forti comunque, e fate della rivalsa il vostro unico obiettivo. Noi dobbiamo tacere e obbedire, è stato sempre così”. “ Vogliono eliminare il nostro popolo . Possono farci morire di fame …..ma non potranno mai toglierci l’orgoglio”

 

(1)I bastaixos, in italiano "scaricatori di porto", lavoravano a Barcellona fra il XIII e il XV secolo. All'inizio erano schiavi che lavoravano alla cava di Ribera .Nel primo quarto del XIV secolo, divenuti uomini liberi, istituirono una confraternita di gente umile che devolveva parte dei suoi introiti ai poveri. Furono inoltre fra i principali contribuenti alla costruzione della Chiesa di Santa Maria del Mar trasportando le pesanti pietre dalla cava alla chiesa senza ricevere alcun compenso: per questo sono ricordati in un bassorilievo nella cattedrale.

(2) Col nome di moriscos (in spagnolo, da moro) e mouriscos (in portoghese) si indicano i discendenti dei musulmani di al-Andalus (mori) dopo che furono forzati ad abbracciare la religione cristiana fra il 1492, anno del completamento della Reconquista, e il 1526.

Eufemia Mollica

 

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