Sorelle...

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Briciole  Aveva trascorso la notte insonne, rigirandosi continuamente nel letto, il pensiero dei figli all’estero l’angosciava profondamente. I continui attacchi terroristici nelle maggiori capitali europee la terrorizzavano ,nonostante ciò si sforzava di mantenere i nervi saldi cercando di non far  trapelare le sue preoccupazioni a Mario ma soprattutto ai suoi ragazzi. Quando la sera si collegava tramite la web cam si presentava sempre con un sorriso smagliante ma Luca e Pietro che la conoscevano bene, non si lasciavano ingannare da quell’allegria  forzata e con dolcezza  le dicevano di non preoccuparsi <<Tanto tra qualche anno tutto il mondo sarĂ  in pericolo, non sarĂ  risparmiata nessuna cittĂ  >> ribadiva Pietro con tono pacato, quasi fosse una novella Cassandra al maschile!

 

Quando finalmente si era addormentata, il suo sonno era stato infestato da terribili incubi. Come quando le fiamme avvolsero la sua cucina o quando temeva che Mario la tradisse con la sua migliore amica… Il telefono di casa squillò, Lucia pensava di sognare e fece fatica a rendersi conto che il suono era reale, alzò la cornetta<<Pronto , Lucia sono Martina sto telefonando a mamma ma non mi risponde!>>  disse una voce allarmata dall’altro capo del telefono. Lucia raccolse tutte le sue forze e quasi seccata << Forse non ha sentito il telefono , cara dimentichi che nostra madre non sente bene. Ah , capisco, non la vedi da due anni e non sai gli ultimi sviluppi >>ribadì Lucia con evidente sarcasmo. Martina, sua sorella , viveva a Modena e  non la telefonava quasi mai, adesso all’improvviso si preoccupava! Guardò l’orologio erano le sei del mattino e la sua rabbia contro la sorella crebbe in maniera esponenziale.  Poi avvertendo la voce affannata di Martina la tranquillizzò <<Vedrai che non è successo nulla , adesso vado a casa sua e ti farò sapere>> Lucia si alzò , si vestì  in fretta mentre Mario continuava a dormire sereno. Non aveva neanche sentito lo squillo del telefono! Suo marito  dormiva serafico russando leggermente , sorrideva nel sonno, chissĂ  cosa stava sognando….. Lo baciò  ed uscì chiudendo l’uscio, senza far rumore per non svegliarlo.  La casa della madre non era molto distante dalla sua , bussò ripetutamente ma non ricevendo risposta aprì la porta con le chiavi e notò subito che sua mamma giaceva a terra svenuta vicino al telefono. Nonostante  le gambe le tremassero, riuscì a chiamare il 118 e subito dopo suo marito che accorse immediatamente. Accompagnarono la donna al pronto soccorso dell’ospedale piĂą vicino seguendo l’autombulanza con la loro macchina. Momenti frenetici, si sentiva una naufraga senza nessun appiglio a cui aggrapparsi. Nessuno è mai pronto ad affrontare il dolore e quando colpisce uno dei nostri cari allora sembra che il mondo crolli! Avvisò sua sorella che prese subito il primo treno e ,mentre attendeva con ansia il responso dei medici ,si rivide bambina mentre giocava con la sorellina piĂą piccola. <<Come mai ci siamo così allontanate?>> pensò con amarezza Lucia. I ricordi della loro infanzia, rimossi per tanto tempo, riaffiorarono con forza provocandole una fitta al cuore e la voglia irrefrenabile di tornare indietro e recuperare i ricordi perduti, rivivendo emozioni sopite ma mai dimenticate.

Si ricordò della volta che aveva aperto il diario segreto di Martina, sigillato buffamente dal lucchetto, scatenando le ire della sorella che non le aveva parlato per mesi. La volta della sua prima delusione sentimentale, avevano dormito abbracciate per settimane. Estranee al concetto di “aperitivi” facevamo merenda con un mare di tegolini e polpette della nonna….ancora ne avvertiva il sapore. La nonna era passata a miglior vita da molti anni ma il profumo delle sue polpette era rimasto nel palato, nell’olfatto ma soprattutto nel cuore.

Martina irruppe nella sala di attesa e abbracciò la sorella  piangendo a singhiozzi << Non ti preoccupare, ha avuto solo un malessere passeggero>> disse Lucia,poi aggiunse con un sorriso rassicurante<<nostra madre è forte .Dovremo sopportarla ancora a lungo>>

Il giorno dopo ritornarono a casa tutti insieme , Mario finse di avere un impegno e le lasciò da sole. Si guardarono come se si vedessero per la prima volta e non smisero mai di raccontarsi per ore. La famiglia si era ricomposta e si ripromisero di riallacciare i rapporti con più frequenza perché come tutti i rapporti umani, anche quello con una sorella va nutrito, costruito giorno per giorno. Una sorella è più di un’amica : è metà del nostro cuore. Una telefonata, due risate, un ricordo comune riaccendono un legame indistruttibile che esiste, nonostante le distanze. Questo lo avevano capito Lucia e Martina e la mamma ringraziò il suo malessere perché era servito a ricucire il rapporto delle sue “ragazze”.

Eufemia Mollica

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