….. e le stelle stanno a guardare

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Briciole  Essendo figlia  di Mamma RAI, cresciuta con il mito della RAI di Stato, non posso non esultare del trionfo delle fiction di RAI 1 e RAI 2 e allo stesso tempo ricordo con nostalgia e rimpianto gli anni 50 -60 70  quando a fruire delle trasmissioni televisive erano in pochi. I fortunati possessori di questo mezzo, all’epoca rivoluzionario, invitavano parenti e amici per condividere insieme i vari sceneggiati, Festival di San Remo, Festival di Napoli quando le canzoni napoletane erano amate in tutto il mondo. Tempi in cui le porte delle case erano aperte e i cuori spalancati!

 

La televisione agli esordi era una finestra sul mondo e per tanti rappresentava l’uscita dall’isolamento, si imparava l’italiano: tutti guardavano “Lascia o Raddoppia” e “Non è mai troppo tardi” dove il maestro Manzi insegnava a scrivere e a leggere,  la TV era un servizio pubblico, un fenomeno sociale di portata storica. In questo contesto si inseriscono gli sceneggiati televisivi che rielaboravano per il piccolo schermo grossi capolavori della letteratura italiana e straniera, se il maestro Manzi ha  insegnato a scrivere gli sceneggiati, avendo  intenti pedagogici, hanno  fatto conoscere al grande pubblico scrittori come Cronin, Dostoevskij,Manzoni.

Come non ricordare “Delitto e Castigo” di Fedor Dostoevskij, “E le stelle stanno a guardare” di Cronin, “La Cittadella” di Cronin, “Mastro don Gesualdo” di Giovanni Verga, “David Copperfied”di Charles Dickens, “L’Isola del tesoro”dal romanzo di R.L. Stevenson solo per citarne alcuni.

Un capitolo a parte meriterebbero gli attori che recitavano in diretta Enrico Maria Salerno, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Giancarlo Giannini, Alberto Lupo, le loro voci le riconoscerei tra mille mi fanno emozionare ancora oggi, attori di teatro imprestati al piccolo schermo e non per questo  sminuiti.

Negli ultimi anni sono stati girati remake degli sceneggiati di quell’epoca d’oro ma non esiste paragone per recitazione, ambientazione storica e fedeltĂ  al testo letterario. Si assiste, negli anni piĂą recenti, al livello scadente del duo RAI-MEDIASET  sia per recitazione che per scarsitĂ  di idee.

Nel panorama attuale, fatta eccezione per Montalbano di Camilleri e i “I Bastardi di Pizzofalcone”di Maurizio de Giovanni, non mi pare ci sia molto da apprezzare.  Luca Zingaretti con il suo Montalbano ha conquistato dieci milioni di spettatori mettendo al centro della trama temi scottanti come incesto, senso della giustizia e facendo riflettere i telespettatori sull’ipocrisia della classe politica. Dal magistrato che si consuma nel rimorso di non aver giudicato con coscienza al politico corrotto che abusa di una donna mentre si spaccia per moralista fino ad affrontare il piĂą odioso dei crimini: l’Incesto. Tutti temi trattati con garbo senza mai essere volgare in una cornice scenografica che fa sognare, luoghi incantevoli dove anche il mare fa da protagonista.

“Tutti hanno la televisione. Per venire a contatto di una storia televisiva non bisogna comprare un biglietto. Non bisogna andare in libreria…..E’ più facile comprendere la realtà o la memoria con il racconto visivo piuttosto che con i grandi discorsi. La fiction ha una funzione importante nel sistema dell’integrazione europea, forse anche rivoluzionaria” (1)

Dopo l’unificazione linguistica potremmo assistere  ad un’azione moralizzatrice della televisione che ci aiuti a ritrovare i nostri antichi valori umanitĂ , giustizia ed uguaglianza.

Se “E le stelle stanno a guardare”, sceneggiato trasmesso nel 1971 con la regia di Anton Giulio Maiano , conserva ancora oggi dopo quasi 50 anni un messaggio attuale e universale sulle condizioni disumane dei lavoratori nelle miniere inglesi, le fiction attuali come “La Porta Rossa”, “A un passo dal cielo” non avranno vita lunga nell’immaginario e nel cuore dei telespettatori.

(1)   Thierry  BIZOT

 

Eufemia Mollica

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