Una rondine è volata via...

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Briciole  Mi posso annoverare tra le tante accanite lettrici dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni , lo seguo fin dalla sua prima opera  â€śIL senso del dolore”l’inverno del commissario Ricciardi, ho sempre apprezzato i suoi “non gialli” perchĂ© nei suoi romanzi prevale l’umanitĂ  dei personaggi  e le passioni che scatenano i delitti. Mi sono innamorata del suo modo di narrare , lo stile fluido e i forti sentimenti che esplodono tra le righe come un fuoco che a stento riesce a reprimere. 

La vita è meravigliosa

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Briciole

Una sera di fine estate Lucia era rientrata a casa prima del solito con la sensazione che qualcosa stava finendo ma che ancora non era completamente passata e cercava di assaporare e catturare, ad occhi chiusi, i sapori, gli odori ed i colori di un’estate da ricordare. “Sindrome malinconica di fine estate” la chiamava e sentiva che qualcosa di irripetibile volgeva al termine: le sere trascorse con gli amici fino a notte inoltrata, la sensazione di libertà e i sogni mai realizzati che accompagnano questo magico periodo dell’anno. Si guardò allo specchio e vide riflessa l’immagine di un volto ancora bello ma segnato da tante rughe e ogni segno era un’emozione vissuta che si era impressa sul suo viso.

Una cocente delusione

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Briciole  Il viale alberato, che conduceva alla sua casa, sembrava scagliarsi contro un cielo plumbeo. Lucia non aveva nessun fretta di rincasare perchĂ© sapeva che non avrebbe trovato nessuno ad attenderla. I suoi figli, ormai grandi, dopo anni di studi avevano preferito emigrare all’estero dove avrebbero trovato lavoro con piĂą facilitĂ  . Quando le avevano comunicato la loro decisione Lucia, con la morte nel cuore, li aveva incoraggiati al grande passo  << Ci vedremo tutte le sere con Skype,  come se non ce ne fossimo mai andati >> sentenziò il maggiore << Ormai le distanze non esistono piĂą, viviamo in un mondo tecnologico e con una webcam ci possiamo anche vedere>> aveva risposto Lucia …ma non li posso abbracciare e baciare aveva pensato ma con un sorriso aveva ricacciato indietro le lacrime.

 

Un tuffo nel passato

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Lucia era uscita dall’ufficio piĂą tardi del solito. Mentre si incamminava verso casa ripensava,  con profonda amarezza,  alla discussione piuttosto accesa che aveva avuto con la collega. Oramai il mondo del lavoro non le apparteneva piĂą, si sentiva inadeguata e aspettava con ansia la possibilitĂ  di andare in pensione, ma non aveva ancora maturato gli anni necessari.  I colleghi di lavoro erano diventati troppo competitivi e non c’era piĂą spirito collaborativo come negli anni passati, in particolar modo i nuovi impiegati credevano di essere onniscienti , guardavano gli altri quasi con compassione e sarebbero passati sul cadavere della mamma pur di fare carriera.

“L’uomo è ciò che mangia”(1)

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Briciole  Viviamo in una societĂ  dove si evidenziano forti contraddizioni in tutti i settori: dall’isolamento dell’uomo che affida le parole e gli stati d’animo ai social network  dove la parte piĂą vera dell’essere umano scompare, alle enormi divergenze fra paesi ricchi e paesi poveri. Da un lato assistiamo a bombardamenti di programmi televisivi dove vengono presentati cibi gustosi e ipercalorici, dall’altro modelli di uomini e donne dal fisico scultoreo che rimandano a diete sane ricche di frutta e verdura. In questa triste realtĂ  sono i giovani soprattutto a farne le spese, troppo spesso confusi da questa ambivalenza e costretti a scegliere tra due possibilitĂ , dove qualsiasi decisione comporta la rinuncia e la frustazione per un piacere mancato.

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