Una cocente delusione

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Briciole  Il viale alberato, che conduceva alla sua casa, sembrava scagliarsi contro un cielo plumbeo. Lucia non aveva nessun fretta di rincasare perchĂ© sapeva che non avrebbe trovato nessuno ad attenderla. I suoi figli, ormai grandi, dopo anni di studi avevano preferito emigrare all’estero dove avrebbero trovato lavoro con piĂą facilitĂ  . Quando le avevano comunicato la loro decisione Lucia, con la morte nel cuore, li aveva incoraggiati al grande passo  << Ci vedremo tutte le sere con Skype,  come se non ce ne fossimo mai andati >> sentenziò il maggiore << Ormai le distanze non esistono piĂą, viviamo in un mondo tecnologico e con una webcam ci possiamo anche vedere>> aveva risposto Lucia …ma non li posso abbracciare e baciare aveva pensato ma con un sorriso aveva ricacciato indietro le lacrime.

 

 

 

Inserì la chiave nella toppa e aprì la porta che come al solito cigolava “devo ricordarmi di olearla” pensò sapendo che l’avrebbe di nuovo dimenticato. Suo marito non era ancora rincasato, la sera faceva sempre piĂą tardi sembrava che nessuno volesse tornare in una casa fredda e vuota dove si facevano sempre piĂą fievoli i ricordi delle voci dei bambini che litigavano per un giocattolo o ridevano a crepapelle saltando sul lettone. Si avvicinò ai fornelli ma non aveva la minima idea di cosa avrebbe preparato per la cena e in quel silenzio catartico riaffiorarono i ricordi….

<< Come ti chiami ?>> le chiese il ragazzo con un sorriso , Lucia si trovò difronte due occhi azzurri che sembravano scavarle nell’anima e trattenne il respiro quasi per fermare quell’attimo.Ballarono tutta la sera mentre tutto intorno sbiadiva fino a scomparire <<Il mio nome è Luigi>>esordì il ragazzo e, senza attendere la risposta, la baciò sul collo con passione.

Maggio era arrivato prepotentemente e il caldo cominciava a farsi sentire, Lucia distesa sul letto attendeva con ansia una telefonata di Luigi , erano trascorse ormai  piĂą di tre settimane e il telefono non si decideva a squillare guardava quell’apparecchio con astio, da lui dipendeva la sua felicitĂ . Il campanello di casa squillò forte tanto da farla sobbalzare : era Teresa che, come al solito, si catapultava nella sua camera senza nemmeno bussare <<Hai sentito la televisione ? Il 12 maggio ci sarĂ  il referendum sul divorzio, a casa c’è guerra. Mia sorella ,essendo maggiorenne, vuole votare a favore e i miei matusa minacciano di sbatterla fuori di casa>> 

In quegli anni ci fu una vera lotta tra antidivorzisti sostenuti dalla DC di Fanfani , dai cattolici e dalla Destra mentre il PC di Enrico Berlinguer , il partito Radicale, il cui massimo esponente era Marco Pannella, erano a favore. Il divorzio rappresentava una tappa all’aggressione del matrimonio, ci si trovava difronte ad una vera rivoluzione di costume, uno sdoganamento della societĂ  civile dalla chiesa cattolica che predicava l’indissolubilitĂ  del matrimonio e minacciava di scomunicare i comunisti e tutti quelli che sostenevano queste ideologie suggerite direttamente dal Maligno!

Lucia guardò con astio l’amica che l’aveva distolta dai suoi pensieri <<Non mi interessa affatto, non so neanche se mi sposerò….>> a quel punto scoppiò in un pianto inconsolabile. Teresa la guardò meravigliata e le chiese che le stesse succedendo, tra le lacrime Lucia le raccontò il suo malessere e la snervante attesa della telefonata. L’amica un po’ timorosa, quasi a mezza voce disse << Ma come non lo sai che Luigi si è fidanzato in casa con Marisa?>> Lucia impallidì e declutendo a fatica <<Lo avevo immaginato che mi aveva usata per far ingelosire la sua fidanzata storica. Peggio per lui che ha perso l’opportunitĂ  di avere una ragazza come me….D’altra parte ho tanti corteggiatori, ho solo l’imbarazzo della scelta >> aggiunse con un ritrovato orgoglio e una vanitĂ  che non le apparteneva.

Teresa, rincuorata da questa risposta, le propose di uscire con la comitiva per andare a trascorrere una giornata al mare <<Sai c’è anche Antonio ,il capellone, porterĂ  la chitarra e canteremo sulla spiaggia le canzoni di Lucio Battisti fino all’alba>> Lucia rispose che aveva promesso alla madre di farle compagnia perchĂ© stava attraversando un periodo difficile da quando il padre era andato via.

Teresa andò via seccata mentre Lucia rimase seduta sul letto a vedere, come un automa, Mike Buongiorno che con il suo “allegria” conduceva Rischiatutto. Al termine mentre i titoli di coda scorrevano e i Nomadi cantavano la sigla finale <<Voglio ridere quando piangerai e morirai pensandomi….>> calde lacrime solcarono il volto della ragazza.

Il telefonino squillò facendo ripiombare Lucia nella realtĂ  , era sua madre che la rimproverava per essersi dimenticata di passare da lei, come faceva solitamente all’uscita dell’ufficio. La donna le disse che le aveva preparato il suo piatto preferito :la parmigiana di melenzane. <<Scusa mamma ho avuto una giornata infernale, passo domani te lo prometto!>>

Lucia riattaccò il telefono con amarezza, nutriva forti sensi di colpa nei confronti di sua madre che viveva sola, rifiutando con caparbietĂ  ed orgoglio qualsiasi compagnia <<Me la cavo benissimo non ho bisogno di nessuno>> ripeteva quotidianamente. Ma la peggiore malattia per gli anziani è la solitudine:un Killer silenzioso. Nelle passate generazioni occupavano un posto di primo piano all’interno della famiglia e gli venivano riconosciute autoritĂ , esperienza e saggezza. La famiglia odierna è meno vincolata ai legami familiari ed è costretta ad adeguarsi a ritmi lavorativi e produttivi che la societĂ  le impone. Gli anziani, non essendo piĂą produttivi ,sono considerati rami secchi che vanno recisi….Mentre Lucia rifletteva su queste tematiche udì il cigolio della porta che si apriva : era suo marito che con un sorriso le disse <<CIAO AMORE>.

 

Eufemia MOLLICA

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