Un tuffo nel passato

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Lucia era uscita dall’ufficio piĂą tardi del solito. Mentre si incamminava verso casa ripensava,  con profonda amarezza,  alla discussione piuttosto accesa che aveva avuto con la collega. Oramai il mondo del lavoro non le apparteneva piĂą, si sentiva inadeguata e aspettava con ansia la possibilitĂ  di andare in pensione, ma non aveva ancora maturato gli anni necessari.  I colleghi di lavoro erano diventati troppo competitivi e non c’era piĂą spirito collaborativo come negli anni passati, in particolar modo i nuovi impiegati credevano di essere onniscienti , guardavano gli altri quasi con compassione e sarebbero passati sul cadavere della mamma pur di fare carriera.

 

 

Lucia, invece, nonostante i suoi 35 anni di lavoro aveva ancora voglia di imparare e ,con umiltĂ , ascoltava i consigli di persone piĂą esperte . Quanto le manca la sua collega di stanza!!! Martina purtroppo se ne era andata troppo presto, con lei aveva condiviso gioie e dolori nel corso di un ventennio aiutandosi e sostenendosi a vicenda nei momenti difficili.

Ad  un tratto un pungente profumo di gelsomino la investì, non si era accorta, così presa dalle vicende quotidiane, che era arrivata la primavera!

La mente umana, a volte, fa strani scherzi e come una mareggiata ti riporta dei pezzi della tua vita che credevi seppelliti, dimenticati…..

<< Gianna Gianna Gianna sosteneva tesi e illusioni  Gianna Gianna Gianna prometteva pareti e fiori Gianna Gianna aveva un coccodrillo ed un dottore Gianna non perdeva neanche un minuto per fare l’amore>> il disco suonava ininterrottamente da piĂą di un’ora tanto che spesso si inceppava. Lucia aveva il volto rabbuiato da problemi che affliggevano la sua giovane etĂ . Il letto era stracolmo di vestiti che aveva misurato ma non le piaceva nessuno, tutti la facevano apparire goffa con quei fianchi troppo larghi e il seno quasi inesistente <<Non ci voglio andare alla festa>> si ripeteva per l’ennesima volta, d’altra parte non conosceva quasi nessuno, il suo gruppo composto principalmente da studenti avevano organizzato la serata danzante insieme a dei ragazzi conosciuti al collettivo studentesco. Erano quasi tutti dei lavoratori che, durante l’occupazione della scuola,  si erano infilati e con foga sostenevano le tesi degli studenti <<E ora,e ora potere a chi lavora>> <<Ma che compromesso, ma che astensione l’unica via è la rivoluzione>> questi erano alcuni dei tanti slogan  che gridavano a squarciagola.

In quegli anni 70 la controcultura giovanile viveva una nuova stagione, si aveva voglia di sperimentare nuove forme di comunicazione e di linguaggi senza censure, rompere con gli schemi del passato, la radio ebbe questa funzione così proliferarono centinaia di antenne libere che affollarono l’etere in tutta Italia.<<Amo la radio perchĂ© arriva dalla gente entra nelle case e ci parla direttamente, se una radio è ibera ma libera veramente mi piace ancor  di piĂą perchĂ© libera la mente>> così cantava  Eugenio Finardi.  La sfida di una  generazione alla ricerca  di una nuova identitĂ  nella societĂ  che stava cambiando.

Lucia tutto questo cambiamento lo viveva passivamente, non si era mai abbandonata completamente alla “ rivoluzione”. La su la timidezza la bloccava, la faceva sentire non all’altezza delle altre sue amiche che, con disinvoltura, passavano da un flirt all’altro  vantandosi delle loro conquiste. Per Lucia sostenere lo sguardo di un uomo era praticamente impossibile , arrossiva per un nonnulla, avvicinarsi ad un ragazzo poi era….roba da infarto! Ad un tratto bussarono con veemenza al suo campanello: Teresa era venuta a prenderla per andare alla festa <<Sei pronta?>>le chiese la sua amica con fare perentorio ,che non ammette repliche . Vedendo che Lucia guardava con angoscia i vestiti sparsi sul letto, con risolutezza le fece indossare una gonna sopra il ginocchio molto colorata ed una camicetta altrettanto sgargiante e dopo averla truccata se la trascinò in macchina , una Fiat 500 nuova fiammante, dove c’era suo fratello che le avrebbe accompagnate alla festa. La sala era gremita di ragazzi e ragazze che ridevano e ballavano i nuovi balli : surf , twist  con movenze disinvolte e provocanti . Lucia se ne stava seduta su una sedia, attenta a non lasciare troppo scoperte le gambe e guardava con evidente imbarazzo i ragazzi e le ragazze che stavano ballando un romantico lento. Si sentiva un pesce fuori dall’acqua!

All’improvviso un ragazzo dal fondo della sala le si avvicinò e con un sorriso beffardo la invitò a ballare. Il cuore di Lucia ebbe un sussulto, si alzò come fosse in trance, quando lui le cinse la vita e la strinse tra le sue braccia le sembrò di toccare il cielo con un dito.

Eufemia Mollica

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