Le Mie notti con Dolores (Dialoghi tra me e una bella fioraia)

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di Domenico Rossi

Dolores, gioia mia, noi uomini abbiamo un Padre che pensa a noi e siamo nella mente di un Dio che ci premia o castiga. La vita, le nostre vite, sono il terreno su cui si gioca l’eterno conflitto tra il bene e il male, con alterne vicende. La Storia è cominciata nel paradiso terrestre quando all’uomo fu comandato dal Padre di non compiere una determinata azione. Egli fu lasciato libero di decidere. L’uomo, abbacinato dalla prospettiva di potenza che gli avrebbe attribuito la trasgressione, accettò l’invito della donna, irretita dal maligno, orientata e consapevole, e trasgredì. Cacciato dall’Eden continuò macchiandosi le mani del sangue di Abele. Il resto è mitologia e Storia.

 

 

Dolores, l’altro giorno è successa una cosa bellissima e “miracolosa” che accende vieppiù la speranza. Dodici bambini e il loro allenatore sono stati salvati dal pericolo incombente di morte, intrappolati nei cunicoli di una lunga caverna. L’acqua arrivava loro alla gola. Se nell’immediatezza avesse piovuto, e vi era possibilità, sarebbero periti. Tutto il mondo si è raccolto, trepidante, in preghiera, sono accorsi sommozzatori ed esperti soccorritori da dieci Paesi. Un australiano si è distinto particolarmente per bravura e coraggio. Il giorno in cui ha tratto in salvo l’ultimo bambino, ironia della sorte, ha saputo della morte di suo padre. Si è comportato da vero eroe: nessun commento. Dunque, le idrovore erano attive incessantemente onde prosciugare l’acqua che minacciava la vita dei bambini. Questi ultimi, assistiti anche psicologicamente, mandavano ai genitori messaggi di incoraggiamento. Infine la vittoria! I bambini erano salvi! Il bene aveva prevalso sul male, la luce sul buio, la speranza sulla disperazione, la vita sulla morte.

Quando parliamo del bene e del male ci inoltriamo nei luoghi della Morale. In noi il conflitto si agita ed è caos, marasma, sofferenza. Sull’altro versante (quello della Ragione e del concreto) ricercatori, scienziati, esperti, lavorando sul DNA e su altri elementi ci dicono che noi uomini siamo cariche elettriche che si muovono nell’universo la cui forza motrice è l’elettricità. Il nostro cervello è formato da miliardi di neuroni, ovvero da miliardi di cariche elettriche. Già, il cervello, Dolores. La vecchiaia che dissolve i sogni e le illusioni degli uomini rende fiacchi i muscoli, la spina dorsale si piega, camminiamo curvi, eppure nel contempo viviamo l’estasi di quella magnifica e misteriosa energia che è il pensiero. Esso congiunge la nascita alla morte. Nasce dal corpo ma è privo di fisicità. In vecchiaia, lontano dalla nascita, esso dovrà illuminarci sul valore della vita, su quello della morte e sul Dopo. Già, il Dopo: il Dopo è una “realtà” che ci trascende e alimenta “la grande speranza” che supera l’orizzonte terreno e punta all’eternità. Cioè alla vicinanza con Dio.

Questo è tutto, Dolores, e questo è nulla. Buonanotte, mia dolce musa. La cuccuma sbuffa sul fornellino, farò una camomilla. Sono le due di notte; fuori i lampioni illuminano di giallo la piazza e il castello sta lì ritto, impettito. Sono secoli che non dorme; veglia sulle disgrazie, gli umori, le illusioni, le speranze di uomini in sonno. Buonanotte… Da uno che non dorme la notte.

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